
Konrad Zacharias Lorenz nacque Vienna il 7 novembre1903 e morì ad Altenberg il 27 febbraio1989, è stato uno zoologo ed etologo austriaco. Considerato il fondatore della moderna etologia scientifica, da lui stesso definita come ricerca comparata sul comportamento. Nel 1973 la sua attività trova conclusione con l’assegnazione del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia per i suoi studi sulle componenti innate del comportamento e in particolare sul fenomeno dell’imprinting nelle oche selvatiche.
L’Imprinting
L’imprinting è un particolare tipo di apprendimento per esposizione, presente in forme e gradi diversi in tutti i vertebrati. Serve a fissare una memoria stabile delle caratteristiche visive degli individui da cui si verrà allevati. La parola imprinting (dall’inglese impressione o conio), viene utilizzato da Konrad Lorenz per definire una particolare modalità di apprendimento che può avvenire solo poco dopo la nascita, entro le 36 ore. L’imprinting non è un comportamento innato, ma neppure una forma di apprendimento possibile durante tutto l’arco della vita: esso ha caratteristiche intermedie poiché rimane legato sia alle informazioni che il nuovo nato riceve dal mondo esterno sia alla predisposizione genetica, con una sorta di “finestra” temporale durante la quale il suo sistema nervoso è sensibile a “stampare”

l’immagine del genitore o di chi viene riconosciuto come tale. Appena nati, gli animali possiedono in diverso grado una rappresentazione a livello di sistema nervoso che consente loro di riconoscere gli individui della propria specie. L’imprinting serve a completare questa rappresentazione. Per esempio l’uccello depone un uovo nel nido di un uccello di specie diversa e lascia che sia quest’altro uccello ad occuparsi del piccolo. Quando il piccolo lascia il nido, raggiunge però gli altri uccelli e si accoppia con questi invece che con individui della specie che lo aveva “adottato”. L’uccello adulto riconosce quindi gli individui della propria specie pur non avendone mai visto uno prima. In alcune specie di uccelli (pollo, cigno, anatra, oca) il piccolo appena nato si avvicina senza paura a diversi oggetti, tra cui la madre, ma entro un certo periodo di tempo la sua rappresentazione innata interna lo guida ad apprendere le caratteristiche fisiche specifiche della sola madre di modo che, terminato l’imprinting, il pulcino adotterà il comportamento di inseguimento soltanto verso la madre e mostrerà segni di paura quando si avvicina un oggetto estraneo.

Questo processo, che in natura si rivela molto efficace, può essere manipolato sperimentalmente al punto che un pulcino, che dalla nascita riceve l’opportunità di osservare solo un uomo (o un altro animale o addirittura un oggetto che abbia certe caratteristiche) riconoscerà l’uomo come propria madre e si rifiuterà di avvicinarsi ad altri individui della sua specie. Questo fenomeno è stato studiato e documentato per la prima volta dallo studioso di etologia e Premio Nobel per la medicina Konrad Lorenz, ma la conoscenza del meccanismo ha una storia ben più lunga e se ne trovano accenni già nel passato. Lorenz, dopo le prime osservazioni sugli uccelli di allevamento o selvatici, si propose come madre adottiva per molti pulcini di anatra e si accorse che questi si attaccavano affettivamente a lui come se fosse stato la loro madre. L’imprinting non si manifesta solo negli uccelli, ma anche nei mammiferi ed è molto importante per l’adattamento dell’animale da adulto. L’imprinting è importante per ogni fase della vita successiva: i cuccioli, in età infantile, infatti, imparano a quale specie appartengono e quindi iniziano a rapportarsi sin da piccoli con i loro simili. L’imprinting è presente, seppure con un peso inferiore, anche nell’uomo.
