Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini nacque a Torino il 22 aprile 1909 morì il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni, nella sua abitazione romana. Fu una delle più grande scienziata italiane del XX secolo. Si laurea in medicina all’Istituto di Anatomia Umana dell’Università di Torino. Nel 1938 la proclamazione delle leggi razziali, essendo di origine ebree, le vieta di continuare i propri studi all’università. Questo non le impedisce di continuare i propri studi sui meccanismi della differenziazione del sistema nervoso prima in Belgio e poi di nuovo a Torino nel 1940, in un piccolo laboratorio privato.
Nel 1947 si trasferisce negli Stati Uniti per continuare le ricerche iniziate a Torino e per insegnare neurobiologia, studi che continuerà in Brasile, presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro. Gli esperimenti effettuati in Brasile nel dicembre 1952 portano all’identificazione del fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, acronimo NGF). In seguito si ritrasferisce negli Stati Uniti dove al suo ritorno a St. Louis nell’inverno 1953, viene affiancata nella ricerca dal giovane biochimico Stanley Cohen. Insieme, usando il sistema in vitro ideato da Rita Levi Montalcini, effettuano la prima caratterizzazione biochimica del fattore di crescita. Questo lavoro viene premiato con il premio Nobel per la Medicina nel 1986.
Questa scoperta andava contro l’ipotesi dominante nel mondo scientifico che il sistema nervoso fosse statico e rigidamente programmato dai geni.
NGF è una piccola proteina fondamentale per il mantenimento e la crescita dei neuroni. Con la sua rivoluzionaria scoperta, si capì per la prima volta che i neuroni sopravvivono solo se possono prelevare sostanze nutritive da altre cellule attraverso connessioni. Quelle ricerche, condotte da Rita Levi Montalcini su embrioni di pollo, dimostrarono che il cervello può “rigenerarsi”, contrariamente a quanto a lungo creduto. È vero che dopo la nascita non si formano nuovi neuroni e quelli che muoiono sono irrimediabilmente perduti, ma è pur vero che si formano sempre nuove connessioni, circuiti alternativi. E il regista della straordinaria plasticità neuronale è proprio l’NGF.
Dopo aver individuato l’NGF e studiato i suoi effetti sulla crescita dei nervi, proseguì i suoi studi arrivando alla conclusione che il sistema nervoso, immunitario ed endocrino non sono unità separate, ciascuna con le sue pedine (neuroni, globuli bianchi, ormoni) e le sue regole, ma una sola grande rete con l’ NGF che agisce sulle cellule appartenenti al sistema immunitario (i mastociti), arrivando in seguito a scoprire che viene prodotto da una varietà di cellule di difesa (linfociti) e ghiandole endocrine (soprattutto quelle salivari). È riduttivo chiamarlo solo “fattore di crescita dei nervi”. NGF, in realtà, agisce in modo sinergico sui tre sistemi da cui dipende l’equilibrio dell’organismo.
Altro aspetto inedito dell’attività biologica del NGF è che il massiccio rilascio nel sangue della proteina corrisponde a comportamenti aggressivi e ansiosi. Una ricerca condotta su giovani reclute che sperimentavano il lancio dal paracadute ha mostrato che prima del lancio il livello di NGF nel sangue aumentano dell’84% e dopo venti minuti dall’atterraggio salgono ulteriormente al 107%. Nel 1969 Rita Levi Montalcini si stabilisce definitivamente in Italia per assumere la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma. Dal 1983 al 1998 ha diretto l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, inoltre è membro delle più prestigiose accademie scientifiche, come l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia, l’Accademia delle Scienze, the National Academy of Sciences negli USA e la Royal Society. Era presidente della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, che finanzia borse di studio a sostegno dell’istruzione di donne africane. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica. E inoltre nel 2002 ha fondato l’EBRI di cui è stata Presidente fino alla sua scomparsa, avvenuta il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni.