L’aspide o vipera è un serpente della famiglia delle Viperidae, diffusa soprattutto nell’Europa occidentale. La Sua Coda è lunga al massimo 80 cm, presenta una testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media. La colorazione varia a seconda dell’individuo dal nero alle varie tonalità di marrone, rossiccio e grigio e concede la possibilità al rettile di confondersi nell’ambiente in cui vive. Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole velenifere poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti veleniferi cavi al loro interno.

Si ciba di topi, lucertole e piccoli uccelli. È lenta nei movimenti, ma in grado di reagire fulmineamente se calpestata. Il suo veleno è molto attivo nei confronti dei piccoli animali, dal momento che contiene sia neurotossine che emotossine, tuttavia raramente si definisce mortale per l’uomo, pur richiedendo soccorso immediato e provocando effetti anche seri.

A differenza di altri rettili, che possono essere ovovivipari od ovipari, la Vipera, è una specie vivipara. Si sviluppa, ovvero, una placenta primitiva che permette lo scambio di nutrienti tra il flusso sanguigno materno e l’embrione. Come tutti i rettili anche la Vipera è un animale a sangue freddo ed è perciò attiva soprattutto quando la temperatura al suolo raggiunge i 25-27 gradi. Inoltre la vipera è sorda, avverte solo le vibrazioni del suolo. Il morso di vipera difficilmente è letale per l’uomo adulto; può invece rappresentare un serio problema per i bambini e per le persone con cardiopatie e malattie debilitanti. Il veleno prodotto da Vipera è potente e ha una LD50 (Lethal Dose 50) intramuscolare di 1 mg/kg di peso vivo. Tuttavia la quantità prodotta è molto ridotta (circa 8–20 mg) e la dose letale per un uomo adulto è di 40–100 mg. Inoltre essa può regolare la quantità di veleno da iniettare e decidere se utilizzare un dente o entrambi in base alla dimensione della preda. La quantità di veleno inoculata, nel caso di un morso, dipende anche dalla profondità dello stesso e se questo è stato effettuato attraverso indumenti, più o meno spessi.
