Maria Salomea Sklodowska

Maria Salomea Sklodowska, meglio nota come Marie Curie, nacque a Varsavia il 7 novembre 1867. In Polonia in quel periodo alle donne era vietato di frequentare gli studi accademici e quindi, assieme alla sorella, si trasferì a Parigi dove frequentò il corso di Fisica dell’Università della Sorbona. Marie, come iniziò a farsi chiamare, nel 1893 terminò brillantemente i suoi studi in Fisica. L’idea iniziale era quella di tornare in Polonia e dedicarsi all’insegnamento, ma non andò così. Decise infatti di restare a Parigi e di prendere una seconda laurea in Matematica.
Pierre e Marie Curie si conobbero nel 1894; i coniugi Curie si dedicarono agli studi nel campo di quella che sarà chiamata radioattività naturale scoperta da Henri Becquerel (1852-1908) nei sali di uranio. Nel 1896 lo scienziato scoprì quasi casualmente che i sali di uranio avevano la proprietà di annerire le lastre fotografiche anche quando queste erano racchiuse in un involucro opaco alla luce. Il fenomeno fu spiegato attribuendo all’uranio la capacità di emettere radiazioni con caratteristiche simili a quelle dei raggi X, scoperti l’anno prima da Röntgen (1845-1923). All’epoca si parlava a tal proposito di “raggi uranici” e rappresentavano ancora un fenomeno sconosciuto. I coniugi Curie, con i loro studi dimostrarono che anche altri elementi possedevano tali proprietà radianti come ad esempio: il polonio, il radio e il torio. Dimostrarono anche che la radiazione era una proprietà intrinseca dell’uranio ed era proporzionale alla sua massa.
Marie Curie formulò l’ipotesi dell’esistenza di altri elementi radioattivi poiché osservò che, estraendo uranio dalla pechblenda, la quantità di radiazione emessa era ancora elevata. Aiutata dal marito, Marie riuscì a isolare dalla pechblenda un nuovo elemento radioattivo, il polonio.

I livelli di radioattività continuavano ad essere ancora troppo alti per poter essere giustificati dalla sola presenza del polonio e dell’uranio. L’unica spiegazione possibile prevedeva quindi l’esistenza di un altro elemento. Marie Curie e suo marito lavorando sempre sul minerale della pechblenda riuscirono ad isolare un nuovo elemento, molto più radioattivo dell’uranio, a cui Marie e Pierre diedero il nome radio (26 dicembre 1898). Nel 1903 i Curie furono insigniti del premio Nobel per la Fisica per tutti i risultati raggiunti fino a quel momento. Nel 1906 Pierre morì tragicamente in un incidente e Marie gli succedette alla Sorbona, risultando la prima donna a ricevere tale incarico. Nel 1911 le fu conferito un secondo premio Nobel per la Chimica per essere riuscita ad isolare il radio metallico.
Fu il fisico inglese Ernest Rutherford a comprendere per primo la natura e l’origine nucleare delle radiazioni .
Il nucleo atomico è costituito da protoni e neutroni.
La radioattività è un fenomeno fisico che si presenta quando un nucleo atomico instabile o radioattivo si sta trasformando. Durante questo processo di trasformazione, detto decadimento, il nucleo emette delle particelle ionizzanti (radiazioni). Un nucleo atomico instabile tende a trasformarsi in un nucleo stabile, perdendo o acquistando uno o più nucleoni (neutroni e protoni) nel corso del tempo. Questa trasformazione perdura fin quando i nucleoni raggiungono una nuova situazione di stabilità. Durante questo processo di mutazione, detto decadimento radioattivo, il nucleo emette le particelle cariche e ionizzanti, di massa differente, che causano il fenomeno della radioattività. Il nucleo può anche trasformarsi in un elemento chimico diverso da quello di origine. Non necessariamente resta lo stesso elemento.
